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Gli Eremi Celestiniani

Un aspetto molto particolare della religiosità abruzzese è quello legato al fenomeno eremitico che partendo dal cristianesimo risale fino alle epoche più remote e ai culti più ancestrali, fenomeno favorito senz'altro dall'ambiente della regione spesso fattore di condizionamento per le sue popolazioni.

Il paesaggio ha contribuito alla costituzione di una fitta rette di eremi e santuari di straordinaria suggestione abitati da monaci ed eremiti. Gli eremi più importanti da annoverare per l'eccezionale particolarità sono quelli legati alla vita ed alle vicende di Celestino V, il papa del Gran Rifiuto:

San Bartolomeo in Legio a Roccamorice, Santo Spirito a Majella più a monte nel Vallone di Santo Spirito e Sant'Onofrio al Morrone nei pressi di Sulmona.

Lanciano - Il Miracolo Eucaristico

A Lanciano, nella Chiesa di San Francesco si conserva la testimonianza del più antico miracolo eucaristico consistente in cinque gocce di sangue coagulato ed una sottile membrana di carne risultato della trasformazione dell'ostia.

Si narra, infatti, che nel '700, nella chiesa di Legonziano un monaco basiliano manifestasse dubbi sulla reale presenza di Cristo nell'Eucarestia, ma durante la messa l'ostia si trasformò in carne ed il vino in sangue. Da allora il Santuario è meta di turisti e pellegrini.

Manoppello - Il Volto Santo

A pochi passi dal centro storico di Manoppello, piccolo paese ubicato ai piedi del versante settentrionale della Majella, si trova il Santuario del Volto Santo, costruzione del seicento rifatta in gran parte nel novecento.

Il Santuario, meta di pellegrinaggio la seconda domenica di maggio, è molto visitato poiché custodisce un velo che ritrae un volto di uomo che si ritiene essere il volto di Cristo. Questa immagine, che ha la particolarità di essere visibile da entrambi i lati alla stessa maniera, è detta "il Velo della Veronica". Insieme alla Sacra Sindone, secondo alcuni scienziati, rappresenterebbe l'unica immagine "acheropita" di Cristo.

Isola del Gran Sasso/San GabrieleIsola del Gran Sasso, piccolo paese pedemontano, propone significative ed apprezzate espressioni d'arte, di architettura, di tradizioni, di religiosità, rintracciabili un po' ovunque: nel centro storico, negli insediamenti monastici di S. Giovanni ad Insulam, di S. Salvatore di Fano a Corno, di S. Nicola di Corno, di S. Valentino e nelle numerosissime chiese, cone e romitori.
Offre inoltre un importante patrimonio naturalistico, con circa 25 km di creste "dolomitiche" che dal Camicia, il Prena, il Brancastello, il Corno Grande e il Corno Piccolo portano all'Ara Pietra e al Montagnone.

Il paese è conosciuto soprattutto per la presenza del Santuario di San Gabriele dell'Addolorata tra i primi quindici santuari più frequentati del mondo. Migliaia sono i giovani che pregano sulla tomba di San Gabriele, protettore dei giovani e degli studenti; santo che dedicò la sua vita alla Chiesa con dedizione e serenità tanto da avere l'appellativo di "santo della gioia e del sorriso".

Campli - Scala Santa

Campli, oggi tranquillo borgo ai piedi dei Monti della Laga, fu un importante centro di confine tra Teramo, Ascoli, il Regno Borbonico e lo Stato Pontificio e grazie alla sua strategica posizione godette di numerosi privilegi ecclesiali, quali la presenza del Vescovado e tanti altri splendori architettonici tra cui la Scala Santa, sita dietro Palazzo Farnese.

Meta di tanti turisti e pellegrini, la Scala deve la sua celebrità oltre che ai numerosi dipinti al fatto che salendo in ginocchio i 28 gradini in legno di quercia, si ottiene l'assoluzione ed in alcuni giorni dell'anno, l'indulgenza plenaria.

Santuario Madonna dello Splendore

Il Santuario dello Splendore fu abitato prima dai celestini e poi dai cappuccini. E rimasto proprietà dei Celestini fino al XIX secolo: i padri infatti abitavano la piccola chiesa che si trova accanto, fino a quando la legge sulla soppressione degli ordini religiosi li costrinse ad abbandonare il Santuario, lasciandone la custodia ad autorità civili e ad alcuni cappuccini che si occuparono di conservarlo ed ampliarlo.

La chiesa così come si presenta oggi, con la pianta a croce latina, i tre altari, il coro e il porticato, risale agli anni fra il 1937 e il 1959, ed è stata costruita grazie alle offerte e alla devozione dei fedeli che ogni anno vi si recano numerosi. Il 22 aprile, in memoria dell’apparizione della Vergine al contadino nel lontano 1557, viene celebrata la Festa della Madonna, un momento molto importante per tutto il territorio di Giulianova, di spiritualità e rinnovata fede.

San Gabriele dell’Addolorata

Il santuario di San Gabriele dell'Addolorata si trova ai piedi del Gran Sasso, nel comune di Isola del Gran Sasso d'Italia. Verso il 1215, san Francesco d'Assisi fondò un convento per il suo ordine francescano.

Restano oggi, dell'originario edificio, il "Pozzo di San Francesco" e, al piano terra di quello che un tempo era il convento, il refettorio e il chiostro con i portali in pietra del XVI secolo e con una serie di affreschi del XVII secolo che raffigurano scene della vita di san Francesco. L'urna con i resti mortali di san Gabriele dell'Addolorata, un tempo conservata nella vecchia chiesa, è stata traslata nel nuovo santuario. Papa Giovanni Paolo II inaugurò la cripta con la tomba il 30 giugno 1985. Nel Vecchio Santuario, usato per le benedizioni, sono ritratte due scene importanti della vita di San Gabriele dell'Addolorata.

L'architrave della facciata è in stile tempio greco, con dipinto San Gabriele circondato da angeli. Nel piano sottoterra c'è la cripta con il corpo del santo,realizzata in falso stile gotico con marmoree arcate strette ed elevate e vi sono ritratti angeli in preghiera. Presso l'altare del Nuovo Santuario ci sono decorazioni di marmo in stile barocco di Gesù Crocifisso e dello Spirito Santo venerato da due donne, tra le quali Madre Teresa di Calcutta.

 

 

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